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La baita in Valle Spluga

Introduzione

Intro TERRITORIO Dalla svizzera Val Mesolcina il percorso ha inizio dall’Archivio A marca di Mesocco e prosegue nell’italiana Valle Spluga valicando il passo del Baldiscio (m2353)e percorrendo la selvaggia Val Febbraro fino all’abitato di Isola o quello del Sancia (m 2581)per poi attraversare l’ampia conca di S.Sisto e scendere fino a Campodolcino, dove ha sede il museo MUVIS, centro d’informazione e documentazione del progetto, per poi risalire e percorrere il sentiero di mezzacosta che in sponda orografica sinistra attraversa gli alpeggi di Bondeno, Avero, Olcera fino a Dalò e Pianazzola, piccolo centro abitato sopra Chiavenna dove confluiscono le vallate alpine dello Spluga e della Bregaglia. Da qui si prosegue su panoramico sentiero attraversando il villaggio medievale di Savogno fino ad oltrepassare la frontiera svizzera, dove si incontra il rinomato abitato di Soglio, famoso per i nobili palazzi costruiti dalla famiglia Salis e naturale terrazzo panoramico sul gruppo del Badile, per poi discendere gradatamente fino a Stampa,dove ha sede il museo Chiäsa Granda e proseguire Vicosoprano, centro ben conservato della Bregaglia svizzera dove ha termine la via dei Carden.

 

Il territorio delle vie dei Carden

Lo sviluppo dell'itinerario principale e delle diramazioni delle Vie dei Càrden interessa un territorio tipicamente alpino, con un paesaggio dominato dalla roccia. Le vallate trasversali, orientate in senso meridiano, si combinano con il grande solco longitudinale della Val Bregaglia, disposta quasi Est-Ovest nel tratto prossimo a Chiavenna. Le prime tagliano profondamente le strutture geologiche delle Alpi Centrali (Val Mesolcina e Valle Spluga), seguendo sistemi di frattura recenti e in parte attivi. Le seconde accompagnano le principali discontinuità litologiche e strutturali, di età più antica (val Bregaglia). Questo territorio posto al centro delle Alpi costituisce un importante nodo orografico, in quanto separa il bacino imbrifero del Ticino (Val Mesolcina) da quello del Liro-Mera-Adda-Po (Valle Spluga) e da quello del Reno (Val di Lei).

 

La Mesolcina

Un breve sguardo alla carta e vediamo come il confine del vasto comune di Mesocco, centro di Valle oltrepassa a nord lo spartiacque Reno-Po e a ovest lo spartiacque Calancasca-Moesa. Il suo territorio ha un carattere tipicamente alpino, contrassegnato dalla varietà del substrato geologico, dalla ricchezza d’acque, dai rimarchevoli dislivelli (differenza di 2604 m fra i 595 mslm di Pregorda, al piede sud del castello e i 2604 mslm del pizzo Tambo), dalla notevole estensione dei pascoli montani (potenzialmente quasi 60 kmq), e dall’ampiezza dell’insellatura del passo del San Bernardino (ca. 2.5 km ). Soazza, comune cui fa capo il passo della Forcola, ha meno abitanti ed è meno esteso di Mesocco ,ma accosta a quelle di tipo alpino caratteristiche di tipo insubrico: il clima per esempio, o la vegetazione, o le culture (abbondanza di castagni).

 

La Valle Spluga

La Valle Spluga è un profondo solco che si estende con orientamento S-N. Le montagne che la delimitano sono costituite a nord dal gruppo del Tambò (m 3275) e del Suretta (m 3027) che si ergono come sentinelle a presidio del Passo Spluga (m 2172) che collega l’omonima valle con la vallata svizzera del Rheinwald. Da qui nasce il fiume Liro che scende per quasi 34 km sino a confluire nel Mera, superando un dislivello di 1840 m. La valle, ricca di acqua, presenta numerosi laghetti alpini, accessibili dalla fitta rete di sentieri praticati per secoli dalla transumanza e oggi dagli escursionisti. Lo storico stradale realizzato dagli austriaci nel 1822 su monumentale progetto dell’ing. Donegani, lo stesso che progettò lo Stelvio, attraversa da sud a nord l’intera Valle. Il primo centro abitato che si incontra dopo Chiavenna è San Giacomo Filippo che presenta abitati sparsi su entrambi i versanti, anche a quote elevate. Risalendo la stretta valle dove più volte la strada affianca il fiume Liro, si oltrepassano le frazioni di Gallivaggio, con il bel santuario mariano del 1600 dominato da una imponente parete rocciosa, di Lirone e di Cimaganda fino ad arrivare alla galleria dello Stuz che introduce alla vasta piana di Campodolcino, composto da una serie di frazioni che si snodano lungo i 4 km del fondovalle. Fanno parte del comune anche le frazioni in quota di Fraciscio e Motta sul versante sinistro e di Starleggia su quello destro. Proseguendo la vallata si restringe e si arriva dopo pochi km alla frazione di Isola che fa parte del comune di Madesimo, dove confluiscono le acque del torrente Febraro e quelle del Liro che scendono spumeggianti dalla rinomata gola del Cardinello. Da Campodolcino si può in alternativa seguire la statale che si arrampica sul Sengio fino alla frazione di Pianazzo da cui prende nome la cascata di 180m. Da qui in breve tempo si arriva alla stazione turistica di Madesimo, resa nota dal poeta Carducci e dal comprensorio sciistico. Seguendo la statale si affianca l’altipiano calcareo degli Andossi fino ad arrivare al piccolo centro di Montespluga posto a 1900 m. Il paesaggio è caratterizzato dall’assenza di vegetazione ad alto fusto che ha lasciato il posto a pascoli. Montespluga, ultimo avanposto italiano prima del confine svizzero, si presenta come compatto nucleo di edifici, tra i quali si apre la vecchia piazza doganale e domina l’ampio lago artificiale costruito verso la fine degli anni Venti. Punto di passaggio obbligato verso il valico già percorso sin dai tempi preistorici.

 

La Val Bregaglia

Da Chiavenna la Bregaglia italiana si apre verso est diventando svizzera dopo il comune di Villa di Chiavenna. Il paesaggio è caratterizzato da una ricca vegetazione costituita prevalentemente da castagneto nella fascia bassa. Il comune di Piuro ospita uno degli edifici storici più belli della Lombardia: palazzo Vertemate, residenza estiva di una facoltosa famiglia, scampato alla disastrosa frana che nel 1616 distrusse l’antico centro di Piuro, noto per il commercio della pietra ollare che si estraeva sul luogo. Villa di Chiavenna presenta ancora vecchie frazioni che hanno conservato l’originale rustica fisionomia. Oltrepassata la frontiera si incontra il piccolo comune di Castasegna, dove è possibile visitare il castagneto di Brentan. Proseguendo si scorge sulla sinistra il villaggio di Soglio, famoso per il bel centro, costituito da viuzze ed edifici rurali accostati ai nobili palazzi della famiglia Salis che gode uno splendido panorama sulla val Bondasca e sulle cime del Badile, del Cengalo e del gruppo Sciora. Oltre Castasegna si incontrano i borghi di Bondo, Promontogno e presso la Muraja, che divideva la vallata già dall’epoca romana, si erge la torre e la chiesa di S. Maria di Castelmur. Il paese di Stampa ospita la Ciäsa Granda, museo etnografico di valle, e l’atelier della famiglia di artisti Giacometti. Vicosoprano, bel centro storico con le case patrizie ornate di sgraffiti, tra i quali spicca Palazzo Pretorio che testimonia un fiorente passato. Attraversata una vasta abetaia si raggiunge Casaccia e poco oltre la diroccata chiesa di S. Gaudenzio, da qui si affronta la salita che con ampi tornanti raggiunge il villaggio del Maloja da dove ha inizio la valle Engadina.