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5. Campodolcino - Avero - Dalò

tempoTEMPO: ore 7

dislivelloDISLIVELLO: 680m  (13 km)

DifficoltàDIFFICOLTA’: E e EE nell’attraversamento della ValZerta 

 

 

Questo tratto ben segnalato della Via dei Carden risale e percorre a mezzacosta il versante orografico sinistro della parte meridionale della Val San Giacomo, attraversa una serie di terrazzi naturali, che offrono belle vedute sulla valle, e la selvaggia val Zerta, (SIC sito di interesse comunitario UE) dove,  nel suo ambiente incontaminato, è possibile avvistare specie di avifauna protette. Partendo da Campodolcino si risale il sentiero detto della Caurga, che affianca l’omonima forra scavata dal torrente Rabbiosa e si raggiunge il paese di Fraciscio, poi Mottala e Gualdera. Da qui ci si addentra in un bel bosco di larici fino a raggiungere l’alpeggio di  Bondeno (1750 m), si attraversa il versante su sentiero di mezzacosta fino ad arrivare all’Alpe Avero (1678 m), caratterizzata dalla particolare disposizione urbanistica e dai numerosi carden presenti. Aggirato il crinale Sud della Val d’Avero si prosegue attraversando il circolo terminale della  Val Zerta sino a giungere al panoramico nucleo di  Olcera (1513 m). Il sentiero percorre il terrazzo che digrada,  attraversando bei boschi e radure, dove si osservano vestigia di edifici rurali fino al  pittoresco paesino di Dalò (1108 m).

Da Dalò si può proseguire sulla Via dei Carden oppure deviare in discesa attraversando il caratteristico nucleo di Uggia (700 m)  con i suoi bei carden e  giungere a San Giacomo Filippo  (“Trekking Valle Spluga”, contrassegnato dal segnavia B 33 e strada consortile).

 

 

 

VARIANTI SULL'ITINERARIO



AVERO - ZOCCANE - CIMAGANDA

TEMPO: ore 2
DISLIVELLO: in discesa 820 m
DIFFICOLTA’: E

 

Una deviazione di circa 1 km lungo il sentiero per Cimaganda consente di visitare il nucleo di Zoccane (1.480m). Questo sentiero è relativamente poco frequentato ma passa per punti obbligati, quindi la traccia è ben riconoscibile; la segnaletica orizzontale è in discrete condizioni. Da Zocane verso il fondovalle si segue una traccia parallela e più bassa, che sfiora un piccolo gruppo di baite in pietra nel bosco (1.470 m), seguendo una sequenza di strette cenge date dalla scistosità poco inclinata e orientata verso monte, sino a una culminazione sui 1.500 m di quota, sul filo dello stretto crinale roccioso che chiude a Nord la Val d’Àvero, riconoscibile per una croce di legno (punto panoramico). Da qui si affronta il tratto più ripido, soggetto in alcuni punti a piccoli smottamenti, per discendere il “gradino morfologico” della nicchia di frana di Cimaganda (geosito). La discesa permette un’ampia visuale sulla frana e ne percorre l’accumulo a grandi blocchi di roccia fino all’abitato, sulla Strada Statale n°36. I grandi blocchi angolosi di roccia, facilmente raggiungibili dal vicino parcheggio, sono frequentati nella stagione estiva dagli appassionati di bouldering (“sassismo”).

 

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