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2. Mesocco - Passo Sancia - Campodolcino

tempoTEMPO: ore 5,30 da Mesocco al Passo; ore 4 dal Passo a Campodolcino

dislivelloDISLIVELLO: in salita 1790 m (m1439 da Stabi); 1476 m  in discesa

DifficoltàDIFFICOLTA’: EE nel tratto del passo, poi E per tutto il percorso

 

 

La Via della “Sancia”  ha inizio  dall’Archivio ‘a Marca’ di  Mesocco (790 m) e prosegue sino a Campodolcino  (1104 m) sede del Museo MUVIS e punto nodale del sistema per i viandanti provenienti dal Sud.

Questo itinerario rappresenta una variante meridionale dell’itinerario attraverso il Baldiscio, confluendo nel nodo di Campodolcino dopo un percorso più impegnativo e con un maggior grado di difficoltà . Le difficoltà e l’impegno fisico si concentrano nel tratto centrale, che supera l’elevato Passo della Sancia (2.580 m). Il segmento italiano, di topografia più articolata e complessivamente meno ripido, consente una discesa abbastanza semplice in Valle della Sancia e, quindi, alla conca di San Sisto lungo la Valle di Starleggia. Da qui si prosegue su antica mulattiera che attraversa il paese di Starleggia e poi sempre su sentiero in mezzo al bosco di conifere si scende fino a Campodolcino. Il territorio presenta notevoli scorci panoramici e permette la visita di numerosi alpeggi ben conservati dove ancora resistono diversi càrden.

 

A Mesocco il punto di partenza per la salita del Barna è l’Archivio A Marca, che ha sede in una scuderia del XVII secolo. L’Archivio, situato a monte della fermata postale (ex stazione ferroviaria 768m) lungo l’antica strada di valle, la “Via Francisca”, è addossato alla  casa  A Marca di sotto che dà sulla  piazza, oggi ridotta a strada cantonale, insieme ad altri edifici storici tra cui la casa del Comune. Dalla Piazza, percorrendo in direzione nord la strada cantonale  si supera il ponte sul riale Béss e si imbocca sulla destra la strada che porta alle scuole.

 

Siprosegue fino alla chiesa di San Rocco con i vicini  ospizio, giardino e frutteto dei Frati. Da qui si attraversa  la Moesa sul ponte di S. Rocco, che reca alla frazione Logiano a 770 m di quota. Questa località ha un notevole interesse per l’architettura spontanea ben ambientata nel paesaggio alpino. Il sentiero prende avvio nella parte alta della frazione. Dal ponte risale alla sponda sinistra del ruscello per una sessantina di metri,  dopo di che lo oltrepassa e risalendo il versante destro idrografico, ad un certo momento si biforca ,la via dei carden si inoltra a sinistra nella pecceta e poco prima dell’uscita del bosco raggiunge  il Sasso Lombardo (1040m) notevole per le numerose coppelle incise. Si passa Pian Stabiei (1098m)e  si prosegue, fino al monte Nassèl, dove si possono osservare alcuni massi con incisioni. Oltre Nassèl il sentiero attraversa il bosco di conifere e raggiunge Fedrèscia, monte dove è sopravvissuta quasi intatta una cascina del ‘700 in càrden e il cui toponimo( da féda cioè pecora nel celtico antico)  indica la lontana origine.  Salendo si arriva al  nucleo di Stabi(1.439 msituato in corrispondenza di una lieve dorsale.

 

Poco oltre Stabi un ponte permette di attraversare il Ri de Barna. Dalla località Gratéla, si risale a svolte sino a raggiungere l’alpe Barna a 1.742m, in splendida posizione panoramica. Questo punto, ricco d’acqua e ubicato poco al di sotto del bivio per i due passi di Barna / Bardan e del Sancia, si presterebbe come ideale base logistica in appoggio agli escursionisti. Il sentiero del Carden prosegue per il passo Sancia, occorre attraversare il torrente e portarsi a destra (nella parte meridionale del circo). Poco sotto i 1.900 m di quota, si inizia a salire sulle sponde meridionali, aggirando alcune placche di roccia e puntando a un evidente canalino detritico, stretto da costoloni rocciosi. Il canalino viene raggiunto a circa 2.350 m di quota e costituisce il passaggio al valico.

 

 

 

VARIANTI SULL'ITINERARIO



VARIANTE PASSO BARNA/BARDAN
DIFFICOLTA’: EE

 

Dal bivio dove si stacca il sentiero per il passo Sancia, si rimane a sinistra senza puntare alla scarpata rocciosa che chiude il “piano inferiore” dell’Alp de Barna. Occorre invece guadagnare quota e raggiungere la “rottura di pendenza” tra quella scarpata ed una a quota superiore, tra i 2.200 e i 2.300 m. Raggiunto un baitello a 2.032, si sale fino a 2.199 e quindi si compie un lungo traverso in quota fino a portarsi quasi a Ovest del Passo di Barna, stretto tra il Piz Dalé e il Piz de Montagnìa (o Pizzo della Sancia). Da questo punto, quotato 2.317, le tracce di sentiero puntano a ENE, quindi ESE fino a raggiungere il valico. Questo nuovo sentiero, tracciato dall’associazione di volontari “GPS delle Cime” di Mesocco, conduce sul versante italiano con la possibilità, seguendo una breve deviazione a destra, di sostare al rifugio Ca’ Bianca (ex casa per alloggio degli operai impegnati nelle 17 cave di beola della zona, chiuse dopo la seconda guerra mondiale, da dove partiva la teleferica per Campodolcino) e si pone come valida alternativa al vecchio e ormai abbandonato sentiero della Piòtta, più diretto ma più pericoloso.

 

 

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